Parco fotovoltaico in Mar Piccolo, Confartigianato: preoccupazione per turismo ed economia

“Sul gigantesco impianto fotovoltaico galleggiante che si vuole installare nel Mar Piccolo, si apra una seria discussione. La comunità deve poter discutere, ragionare, parlarsi, poter decidere, analizzare i pro e contro di una ennesima impattante infrastruttura, calata dall’alto, su un territorio già invaso da enormi infrastrutture industriali. Però almeno questa volta facciamolo prima che ce la costruiscano!”

Ad avanzare preoccupazioni sul possibile impatto turistico dell’impianto, ma senza dimenticare le criticità sulla pesca e sulla mitilicoltura, è Confartigianato Taranto. Ad intervenire Fabio Paolillo, Segretario Generale dell’associazione.

“L’accelerazione sulla realizzazione del parco fotovoltaico nel Mar Piccolo – spiega Paolillo – ci preoccupa e le perplessità sono più di una. Non vorremmo che si corresse troppo, con il rischio di non analizzare approfonditamente il rapporto costi/benefici per l’intera comunità. Dal punto di vista ambientale, paesaggistico ed economico siamo contrari, perché siamo convinti che il Mar Piccolo debba essere, oltre che patrimonio della mitilicoltura, anche un’area a forte vocazione turistica; altrimenti, come spesso capita a Taranto da decenni, si continua a parlare in un modo per poi razzolare in un altro.

Sono anni che diciamo in tanti, politica compresa, che Taranto deve riscrivere una nuova storia economica e sociale, non più monoculturale legata al siderurgico e che addirittura per la nostra economia il turismo deve essere un motore importante, senza dimenticare il mare, la pesca e la mitilicoltura che da sempre sono state una ricchezza per il nostro territorio. Non è nemmeno chiaro, poi, se la ricaduta sul territorio ci sia e in quali termini, cioè chi beneficerà dell’energia prodotta e se i costi energetici si abbasseranno per i tarantini. O andrà a finire come per i carburanti, con la grande raffineria (con tutti i relativi fardelli ambientali e di sicurezza) a poche centinaia di metri dall’abitato per poi pagare la benzina come tutti gli altri, se non di più.

La nostra non è una barricata, ma un’attenta e ponderata riflessione sul nostro territorio poiché poi non si può tornare indietro. Troppo spesso, negli ultimi anni, abbiamo assistito ad annunci di opere realizzate che poi non hanno rispettato le attese.

Confartigianato non è contraria né al parco fotovoltaico, né ad altri sistemi di produzione di energia elettrica alternativi – continua Paolillo. Siamo contrari a questo parco fotovoltaico per quanto apprendiamo dalla documentazione presente su internet, con questa gigantesca distesa di pannelli ed infrastrutture a pochi metri dalla costa, che deturperebbero il paesaggio e l’orizzonte del nostro Mar Piccolo, una delle pochissime cose che non abbiamo ancora totalmente contaminato, e non solo dal punto di vista paesaggistico.

Teniamo conto che negli ultimi anni abbiamo già assistito al pugno nell’occhio del primo parco eolico offshore italiano, praticamente realizzato a riva sul Mar Grande. Il turismo dovrà essere la nostra nuova industria, allora dobbiamo salvaguardarlo. Creare un ecomostro sull’onda dell’emotività del grande investimento, dei soldi che arrivano, è pericoloso. Rischiamo di deturpare anche il nostro Mar Piccolo a vita. Questo va contro le politiche di questi anni dove ci si è ubriacati di parole come riqualificazione, rigenerazione, con una certa sensibilità dal punto di vista ambientale. Percorrere ancora la vecchia rotta non ha senso. Siamo invece favorevoli – conclude Paolillo – alla costruzione di parchi eolici, fotovoltaici fuori dalla portata visiva, ad oltre 50 km della costa, oppure in aree non turisticamente interessate. In altre condizioni, potrebbero diventare addirittura un’attrazione turistica.”